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Shakespeare e Venezia

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“Venezia, Venezia, chi non ti vede non ti apprezza!” Scriveva Shakespeare.

E le classi 3^LSA B e 4^LSAD, accompagnate dai professori Antonella Favaro, Paola Palumbo, Antonella Bini e Fausto Senatore, venerdì 10 novembre hanno visto e hanno apprezzato.

Visto e apprezzato che cosa?

I luoghi legati a Shakespeare!

Dopo aver studiato in classe due opere ambientate nella città lagunare, “Il mercante di Venezia” e “Otello, il moro di Venezia”, dopo aver analizzato le fonti letterarie (e non) che Shakespeare utilizzò per la loro creazione, dopo aver pensato a un itinerario, ecco che gli studenti si sono trasformati in guide per gli altri studenti.

Le tappe principali sono state il Ghetto, ossia il luogo dove vivono e vivevano anche al tempo di Shakespeare gli ebrei, compreso Shylock, il campo dei Mori, dove quattro statue raccontano una storia e dove si può riflettere sul concetto di “moro”, il mercato di Rialto, altro luogo frequentato dal mercante di Venezia, piazza san Marco, con il Palazzo Ducale, luogo dove si amministrava anche la giustizia. Nella piazza gli studenti-guida hanno saputo indicare ben quattro esempi di “mori”, spiegandone anche il significato.

Dopo uno spuntino nello spazioso e tranquillo campo sant’Agnese, il giro è continuato alle Gallerie dell’Accademia dove studenti e professori sono rimasti incantati davanti alle opere di Bellini, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Tiepolo, Hayez e tanti altri grandissimi della pittura veneziana.

Infine, per ammirare l’ultimo luogo di Shakespeare, il gruppo si è spostato fino alla chiesa della Madonna della Salute, punto ideale per vedere, al di là del Canal Grande, la casa di Desdemona. Ossia il bellissimo palazzo Contarini Fasan.

Cosa c’entra con Shakespeare?

Come a Verona esiste la casa di Giulietta, a Venezia esiste quella di Desdemona. Cos’hanno in comune? Quello di essere due fake news! Ma con una grande differenza: quella di Verona ha avuto ed ha un enorme successo, mentre quella veneziana ebbe successo solo nell’Ottocento e ora è sconosciuta ai più.

Un’uscita davvero molto didattica, ma anche un momento di forte condivisione, coesione e allegria.

 

Qualche commento a caldo, il giorno dopo:

Una delle cose più belle dell’uscita a Venezia, è stata lo stare uniti con l’altra classe e condividere dei momenti indimenticabili con loro.

Interessante scoprire la storia degli ebrei a Venezia.

Sono stato stupito dalla libertà concessa dagli insegnanti che ci hanno permesso di divertirci molto accettando con ilarità le nostre piccole stupidaggini

Una giornata spensierata che ci ha portato a essere interessati a cose che non conoscevamo della città di Venezia anche grazie a un clima di leggerezza e allegria.

La parte più interessante è stata la visita nelle Gallerie dell’Accademia. Amo i musei e l’aria di pace e tranquillità che si trova al loro interno ma in particolare la compagnia di amici e compagni ha migliorato ulteriormente l’esperienza.

Della gita a Venezia mi è piaciuto in particolare camminare tra i vicoli pieni di storia e visitare una città con così tante testimonianze del passato insieme anche a un’altra classe.

Perdersi tra le calli, ed esplorare i luoghi nascosti delle opere Shakespiriane, ha trasformato questa uscita a Venezia, da una semplice gita, ad un viaggio in cui ognuno, a turno, ha condotto gli altri alla scoperta di alcuni segreti della Serenissima. Questa è stata la cosa che più mi è piaciuta di questa giornata a Venezia.

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