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A scuola di antimafia

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Gli studenti della classe 2^EEA B hanno dedicato alcune giornate del mese di maggio, tristemente noto per il gran numero di stragi di mafia, a un approfondimento sulle ragioni storiche e culturali del fenomeno della criminalità organizzata. Insieme alla prof.ssa Lombardi la classe ha indagato le origini, la storia e lo sviluppo di tale sistema criminale, focalizzando l’attenzione sulle vittime innocenti e sul loro impegno per la giustizia. In occasione della commemorazione della Strage di Capaci, la classe ha avuto modo di avvicinarsi anche alla figura del magistrato Francesca Morvillo e degli uomini della scorta, al fine di non dimenticare il loro sacrificio.

A conclusione del percorso, la classe si è poi messa nei panni dei giornalisti dell’epoca e, scegliendo una vittima di mafia, ogni studente ha raccontato, tramite la redazione di una prima pagina di giornale, gli avvenimenti di quei tristi giorni al fine di preservarne la memoria.

È emerso così, dalle riflessioni svolte in classe, che esistono degli strumenti efficaci nelle mani delle nuove generazioni: la memoria come monito e come impegno da assumere individualmente e che rende tutti responsabili della vigilanza sulla cosa pubblica. Ma non solo: dove non è garantito il diritto all’istruzione, dove l’idea di Stato non è condivisa, dove la paura e la prevaricazione sono all’ordine del giorno, la criminalità trova terreno fertile per organizzarsi. Per questo la scuola è il cuore dell’antimafia, il luogo delle buone pratiche, dove si costruisce futuro, dove si garantiscono i diritti e si formano le coscienze dei cittadini.

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