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ARPA FVG:I licheni come bioindicatori

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Il giorno 3 aprile 2024, le classi 5^ CBA A  e 5^CBA B del corso di Biotecnologie ambientali, con le docenti Alida Fornasiere, Elena Scrazzolo e Milva Pastorello hanno partecipato all’incontro riguardante il biomonitoraggio ambientale dell’aria attraverso lo studio dei licheni, grazie alla partecipazione del dottor Nicola Skert esperto dell’ARPA FVG.

 

Durante l’incontro gli allievi hanno avuto la possibilità di comprendere l’importanza dei licheni come strumento di controllo della qualità dell’aria.

Il biomonitoraggio è un valido strumento per valutare gli effetti dell'inquinamento sugli organismi viventi e sull'ambiente in generale. Il monitoraggio viene eseguito valutando lo stato di determinati organismi in termini di biodiversità, alterazioni morfologiche, genetiche, bioaccumulo di sostanze inquinanti etc.

Le tecniche di biomonitoraggio riducono notevolmente i costi di campionamento e consentono una maggiore distribuzione dei punti di rilevamento degli inquinanti sul territorio.

 

Il dottor Skert ha illustrato uno studio di biomonitoraggio  eseguito da ARPA FVG in 72 stazioni distribuite sul territorio regionale e basato sull’analisi della biodiversità dei licheni che vivono sulla scorza degli alberi, organismi sensibili nei confronti di diversi gas tossici, principalmente anidride solforosa e ossidi di azoto.
I valori registrati in Regione suggeriscono situazioni da buona a elevata naturalità
nella zona montana, soprattutto occidentale, nonché in quella collinare, carsica e
presso la bassa pianura friulana. Un’estesa fascia di naturalità media si estende lungo la direttrice sudovest-nordest. Le aree di maggiore alterazione riguardano la bassa pordenonese e alcuni spot presso alcune attività produttive che rappresentano fonti emittenti, quali cementifici e impianti siderurgici.

Infine il dottore ha puntato la sua attenzione sulle tecniche di analisi tramite bioaccumulatori, ovvero di organismi in grado di accumulare sostanze inquinanti in concentrazioni misurabili. In regione gli studi si sono concentrati maggiormente nella provincia di Trieste, per metalli e IPA e nella laguna di Marano e Grado per quanto riguarda il mercurio.

L’incontro oltre ad essere di particolare importanza e attinenza al corso di studi è stato alleggerito dalla simpatia con cui Nicola Skert, che ringraziamo, ha esposto e trasmesso le sue conoscenze e le ricerche svolte.

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