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“SGNA DESIGN FESTIVAL, la sedia che verrà” chiude i battenti della prima edizione

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Si è concluso domenica 18 ottobre SGNA DESIGN FESTIVAL, La sedia che verrà, l’iniziativa che ha visto l’Amministrazione comunale di San Giovanni al Natisone e il Malignani di Udine impegnati in un’opera di qualificazione della scuola e del territorio. Impegno, suggellato da una lettera di supporto della presidente Debora Serracchiani, che voleva sollecitare partecipazione, ottimismo, orgoglio di appartenenza nella comunità e rafforzare il prestigio della sede locale del Malignani.  Circa 600 persone hanno partecipato agli incontri e visitato la mostra. Gli allievi provenienti dai comprensivi scolastici di Premariacco, Manzano, Buttrio e dal Malignani di Udine e di San Giovanni, coinvolti in una sorta di “scambio culturale”, hanno affollato le due conferenze sul design tenute nell’aula magna della scuola e avuto la possibilità di visitare, tra gli altri, lo Studio Tipi del designer Werther Toffoloni. Operatori del settore legno e rappresentanti delle istituzioni hanno invece partecipato agli incontri a Villa de Brandis dove, quasi in un salotto intellettuale, dove si sono confrontati su temi più specialistici l’economista Fulvio Mattioni, il direttore del CATAS Andrea Giavon, il vicepresidente dell’ASDI Loris Basso e gli imprenditori Franco Buttazzoni e Alessandro Calligaris.

Nell' ultimo incontro in programma, venerdì 16 ottobre, si sono gettate le basi di un ambizioso quanto strategico progetto: il Museo virtuale del Design del Friuli Venezia Giulia. MuDeFri, questo il nome del museo, nasce collegato con il MuDeTo, il Museo virtuale del Design Toscano che, per primo, ha avviato l’idea di creare una rete di Musei del Design MuDe di tutte le regioni italiane: un «format» replicabile ideato per creare un vero e proprio network museale, espressione più oggettiva delle varie eccellenze creative e produttive nazionali.  Alessandro Calligaris si è complimentato per il progetto affermando che il triangolo della sedia ha visto tante piccole e grandi rivoluzioni industriali che varrebbe la pena di raccontare e che “può dare un risvolto a un territorio che forse certe volte non si riconosce in quello che ha fatto”.

Andrea Carletti ha chiuso l’incontro con un intervento che ha galvanizzato e incoraggiato i relatori affermando di sostenere il progetto in quanto vede nel MuDeFri uno strumento in chiave filologica utile alla formazione.

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