Tu sei qui

Poche parole per un grande poeta, nostro ex allievo

StampaSalva .pdf

"Ci si sfila dal mondo così,
come un vestito stanco delle feste
quando viene la sera."

Come nei suoi versi, il poeta Pierluigi Cappello sì è sfilato dal mondo  allo scendere di una sera tristemente precoce, che lo ha colto, appena cinquantenne, il mattino del 1 ottobre, in una tiepida domenica autunnale. 

Lascerà un vuoto grande, Pierluigi: come poeta, come amico, come interprete attento e acuto della nostra realtà, come uomo di umanità e cultura, che tanto aveva saputo scavare nell'animo della sua terra e della sua gente e tanto aveva saputo esprimere con la sua parola di dialogo, di interrogazione, di stupore e di incanto. 

Non tutti lo sanno, ma Pierluigi si era formato qui, all'Istituto Malignani, nella Sezione di Aeronautica della nostra scuola: ne parla a lungo, con accenti di malinconia struggente, nel suo romanzo autobiografico "Questa libertà". E sempre qui, nella Squadra di Atletica del nostro Istituto, si era dimostrato una promessa: era un velocista di talento, un  giovane atleta determinato. 

Ma un giorno i suoi sogni di velocità e di volo  si infransero   sull'asfalto della strada che da Udine conduce a Chiusaforte, durante un tragico incidente in moto che avrebbe stravolto la sua vita e i suoi progetti. 

Pierluigi aveva sedic'anni. 

Da allora avrebbe volato volato ancora, e volato alto, ma solo grazie alla potenza magica della sua poesia. 

Lo ricordiamo oggi con  dolore,  gratitudine e affetto. 

Lo rievochiamo con la tenerezza commossa che Pierluigi rivolgeva al mondo.  

E lo ringraziamo per quanto ci ha saputo dare in bellezza, in profondità, in sguardo antico e nuovo sulle cose. 

"Leggero, come la cenere. Fresco, come l'aria fra le dita. Scomparso, come una nuvola" ha scritto Pierluigi in una delle sue ultime poesie.

Ma noi siamo certi che lui non scomparirà: la vera poesia resta, accompagna, illumina. E talvolta consola. 

Maman, Pierluigi. Mandi, Donzel.

Antonella Sbuelz

Contenuto in: