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Incontro con l'Associazione nazionale ex deportati

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Sabato 26 gennaio 2019, nella sala conferenze dell’istituto I.S.I.S. A. Malignani, si è tenuto il convegno in occasione della Giornata della Memoria.

Le classi 1^INT A, 1^INT B e 3^ELI A hanno partecipato all’incontro con il presidente dell’A.N.E.D., Marco Balestra, e con la presenza del dirigente scolastico Andrea Carletti.

La conferenza si è aperta con il discorso introduttivo del dirigente, che ci ha spiegato il significato che ha per lui questo argomento e di come si è ripromesso di far conoscere alle nuove generazioni questo capitolo della storia. 

Il presidente M. Balestra ci ha parlato poi del periodo dittatoriale italiano, il fascismo, delle leggi razziali, cosa comportarono e di come si è arrivati ai campi di concentramento e sterminio ad opera del regime nazista.

Successivamente ci ha parlato della realtà più vicina a noi, ovvero della Risiera di San Sabba e dei campi di concentramento di Visco e Gonars, della deportazione friulana e delle storie di alcuni deportati da lui conosciuti.

Con questo incontro siamo riusciti a capire un po’ di più una parte di storia non molto lontana da noi. Abbiamo scoperto nuovi particolari e approfondito quelli che già conoscevamo e soprattutto è servito a farci riflettere su come sia potuta avvenire una cosa così raccapricciante e disumana, su come siano morte così tante persone -ebrei ma anche oppositori politici(anche soltanto sospettati di esserlo), omosessuali, disabili e partigiani- esseri umani a cui erano stati calpestati i diritti fondamentali -la vita, la famiglia, la libertà, l’identità- poi riconosciuti come indispensabili nella Carta della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (10 dicembre 1948).

Appena queste persone arrivavano nei campi di concentramento o di sterminio veniva dato loro un numero, che dovevano subito imparare a memoria in tedesco, e da quel momento non erano più persone.

Milioni di esseri umani in camere a gas, morti a causa della fatica che facevano lavorando, morti a causa della malnutrizione o del freddo.

Alcune di queste persone, più fortunate o più forti, però ce l’hanno fatta, sono riuscite a sopravvivere perché è di sopravvivenza non di vita che si tratta, e hanno avuto il coraggio e la forza di rivivere quei terribili momenti per raccontarli alle nuove generazioni e far si che esse non ripetano gli stessi errori commessi in passato.

Come il dirigente si è impegnato a trasmetterci il ricordo di questi avvenimenti, noi ci impegniamo a non dimenticare e anzi a tramandare questo tragico capitolo della storia.

Bonanni Erik

Colledani Chiara

Furlano Federica

Guzzo Ray

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